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11/01/2010

Babbo Natale grasso, mettiamolo a dieta

Nathan Grills è un signore che vuole mettere in crisi una delle poche certezze che accomunano milioni di bambini nel mondo e cioè un Babbo Natale rubicondo, più largo che lungo, con la bella barba bianca e la panciona rotonda sotto un ridicolo vestito di velluto rosso. Nonostante la sua mole, Babbo Natale è però un tipo atletico e nella Notte Santa, addirittura, volteggia nell'aria su una slitta trainata da renne, s'intrufola nei camini accesi e dispensa doni ai bimbi buoni.

Nathan Grills, epidemiologo della Monash University (Australia), esperto di salute pubblica e medicina preventiva vuole fare tabula rasa di tutto questo e mettere a dieta Santa Claus, facendogli perdere qualche taglia, cambiandogli definitivamente i connotati tanto cari ai più piccoli. Secondo il medico australiano, Babbo Natale ha un problema d'immagine: il modello attuale promuove l'obesità e induce a uno stile di vita sedentario e, dunque, poco sano. Secondo il dottor Grills sarebbe meglio sfruttare l'enorme popolarità del generoso vecchio «per promuovere, invece, uno stile di vita sano». E allora, come spiega - non senza ironia - sul «British Medical Journal» online babbo Natale dovrebbe tanto per cominciare andare a piedi o in bicicletta.

A Grills preme sottolineare anche che l'immagine di Babbo Natale, così com'è ora, grassottello e menefreghista in fatto di calorie e glucidi è deleteria (per via di quei piattini pieni di leccornie e dei bicchierini di brandy che i bimbi lasciano sotto l'Albero per rifocillare il Grande Vecchio con le noci e le bucce d'arance per le renne). A Santa Claus infatti «gli basta influenzare la salute dello 0,1% per danneggiare milioni di vite». Il suo potere persuasore è noto. Non dimentichiamoci, infatti, che il pingue omone in braghe e giacca rossa è nato proprio come testimonial di una nota bevanda con le bollicine universalmente conosciuta. Che però non è il massimo in senso salutista. Babbo Natale poi è presente in tante pubblicità di dolciumi e prelibatezze ipercaloriche di vario genere. Nell'insieme, secondo il dottore Grills, è un coacervo di messaggi «negativi».

Guida veloce la sua slitta per consegnare i regali con un tasso alcolico in corpo non indifferente. In altre pubblicità viene poi rappresentato con pipa o sigaro in bocca e anche questo può essere diseducativo, sottolinea il severo Grills. Inoltre i tanti babbi Natale dei negozi che attirano i più piccoli per indurre le vendite possono incentivare la diffusione di infezioni e anche dell'influenza A. Insomma non si salva niente, neanche il suo proverbiale buonumore e la risata a quattro ganasce. Uccidiamo Babbo Natale, dunque! Ma un dubbio rimane: la sua versione slim size, a cavallo di una bici, che sgranocchia un sedano (o una carota) piacerà ancora?

 

Fonte: Iltempo.it

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